Humoreske op. 20, per pianoforte, di Robert Schumann

Dopo aver trascorso l’intera settimana al pianoforte, Robert Schumann scrive a Clara Wieck in una lettera dell’11 marzo 1839: “ho composto, riso e pianto allo stesso tempo; troverai l’impronta di tutto ciò nella mia grande Humoreske“.

Incessantemente confluiscono umori contrapposti: introverso, esuberante; meditativo, appassionato; il fraseggio intimo e cameristico diviene impetuoso e sinfonico; un canto etereo si scontra con un pesante e marcato ritmo di marcia.

Un filo intrecciato di gioia e dolore, congiunti in modo inestricabile, come senso profondo del lavoro, traccia e legame di collegamento, secondo la mescolanza più tipica dell’anima schumanniana:

già Eusebio e Florestano ne erano stati consapevoli nell’alternarsi alla ribalta dell’op. 6, le Danze dei compagni di David sul cui frontespizio Schumann aveva riportato un antico proverbio che incomincia: “in ogni tempo piacere e dolore si annodano insieme”; non diversamente, l’uccellino del Siegfried si proclamerà ancora “lustig im Leid”, “allegro nel dolore”, come simbolo araldico della nobiltà romantica più eletta. Giorgio Pestelli

È un caleidoscopio variegatissimo di immagini musicali inserito in un’ampia struttura che abbraccia un arco temporale di circa trenta minuti.[…]

Una continua, incessante mutazione di stati d’animo, rispecchiante la personalità tormentata e schizofrenica del musicista, caratterizza infatti il lavoro. Giulio D’Amore

Robert aspira alla felicità più pura e sognante, l’amore per Clara, ma deve fare i conti con la forte inquietudine romantica alla quale si somma la complessa patologia psichica: momenti di serenità alternati alle più cupe inquietudini. Scrive:

L’immagine di Clara si libra al di sopra di queste tenebre e mi aiuta a sopportare tutti i miei dolori.

Nel titolo riconosciamo la formazione letteraria del giovane Schumann: per Jean Paul Richter

“Humor” è individualità, originalità collegata all’ispirazione, rapida come una nuvola temporalesca

Questa bella metafora, ispirata alla Natura, ci porta fuori dalla stanza, a riconoscere nell’Humoreske gli echi del fiabesco universo di Eichendorff:

Impressioni di paesaggi lunari, squilli di corni di postiglione, visioni d’albe nascenti, apparizioni di romantiche rovine, e canti d’uccelli a ogni passo, lungo la via, in mezzo alla campagna verde.

Rispetto a Papillons op. 2, Davidsbündlertänze op. 6, Carnaval op. 9, caratterizzati da brevi scene sfavillanti, unite fra di loro da richiami e citazioni, l’Humoreske op. 20 amplia le prospettive delle scene che esprimono la

coerente interpretazione musicale di un universo poetico, in cui i motivi diversi e immagini disparate sono sempre legate tra loro da una fitta serie di reciproci rimandi e relazioni.

Per comodità di illustrazione si può considerare l'”Humoreske” formata da cinque sezioni. La prima è chiaramente riconoscibile per la sua struttura ciclica e concentrica: un episodio lirico e trasognato col quale ha inizio l’opera cede il posto a un altro di carattere contrastante – Molto vivace e leggero – e sfocia in un turbinoso movimento in cui predomina il tipico ritmo puntato schumanniano. A chiudere il cerchio ricompaiono, in ordine inverso, i primi due episodi. La seconda sezione è imperniata su un febbrile e tormentato disegno tematico che conduce progressivamente a un climax di agitazione e di pathos, per poi misteriosamente placarsi in una sorta di corale appena sussurrato. La terza sezione è in semplice forma ternaria. Il primo episodio – semplice e dolce – nasconde, sotto la linea melodica di struggente malinconia, un tessuto interno particolarmente articolato. L’Intermezzo provoca un brusco scarto espressivo con le sue incessanti e chiassose quartine di sedicesimi, quasi a contraddire, secondo il concetto di ironia romantica, il momento di abbandono e di smarrimento precedente. Ancora un tema di indubbia bellezza, ma questa volta aperto e sereno, introduce alla quarta sezione, improntata a una pungente vivacità, e che si conclude con un pomposo ritmo di marcia.

La Conclusione è un lungo commiato in cui la musica di Schumann sembra quasi ripiegarsi su sé stessa, in un intimissimo discorso interiore. L’ultima parola è però affidata a un brevissimo, fiammeggiante Allegro, spavaldamente impostato su una scala cromatica discendente. Giulio D’Amore.

Anche se la composizione si svolge in un solo corso dinamico, si possono individuare tre grandi capitoli con alcune appendici e un quarto episodio a mo’ di conclusione (Zum Beschluss): come diceva Alfred Cortot, quasi “una moralità” del grande racconto musicale; i personaggi del quale hanno naturalmente la perenne freschezza del giovane Schumann: proprio sulla soglia sarà facile riconoscere quel “poeta parlante” che aveva congedato le Scene infantili op. 15; e poi via via si avvicendano danze e marce di compagni di David, cavalcate nel bosco, dorate fanfare, confessioni e motti d’arguzia, arabeschi e romanze; ogni titolo preciso sarebbe superfluo, tutto lo Schumann pianistico del miracoloso decennio 1830-40 trovandosi presente nell’Humoreske op. 20 come in un maturo riepilogo. Giorgio Pestelli.

L’Humoreske fa parte della mia vita dal 1976, mi coinvolge più di ogni altra musica; me l’ha fatta scoprire Wilhelm Kempff, in un’interpretazione molto poetica e intima.

Sviatoslav Richter interpreta la mia registrazione del cuore di questo brano intenso e fantasioso: il cd fa parte di una collana di ristampe dei vecchi lp Melodjya, lo ascoltiamo su YouTube.

Un’altra interpretazione che mi fa sognare è quella di Radu Lupu, la troviamo sempre su YouTube.

Poetico ed esuberante è il live di Grigory Sokolov, su YouTube, naturalmente.

Massimo Eugenio de Luca

Robert Schumann e Clara Wieck in Schumann
Robert Schumann e Clara Wieck in Schumann
Robert Schumann, Humoreske op. 20, Sviatoslav Richter, pianoforte
Robert Schumann Davidsbundlertanze op. 6, Wilhelm Kempff, pianoforte
Robert Schumann, Papillons op. 2, Vladimir Ashkenazy, pianoforte
Robert Schumann, Davidsbundlertanze op. , Boris Berezovsky, pianoforte
Robert Schumann, Carnaval op. 9, Arturo Benedetti Michelangeli, pianoforte
Robert Schumann, Kinderszenen op. 15, Radu Lupu, pianoforte
Robert Schumann, Davidsbundlertanze op. 6, Walter Klien, pianoforte
Robert Schumann, Humoreske op. 20, Radu Lupu, pianoforte
Robert Schumann, Humoreske op. 20, Grigory Sokolov, pianoforte
Robert Schumann, Kreisleriana op. 16, Alfred Cortot, pianoforte