Iginio Bonazzi

Ho molta nostalgia di Iginio Bonazzi.

Attore di prosa di eccezionale talento, fondando il «Centro D» in via Verdi 21 a Torino – dal 1967 al 1999 – ha trasmesso tutta la sua esperienza nell’impostazione della voce, rendendola più espressiva grazie alla sua profonda conoscenza della fonetica e della dizione.

Attori, doppiatori, speaker, giornalisti che lavorano a Torino e in Piemonte, per la maggior parte sono stati suoi allievi.

Ho frequentato il suo ultimo corso, tra il 1998 e il 1999; nonostante fosse molto malato, mi colpì molto la generosità con cui donava tutto se stesso a noi eterogenei alunni.

E ci invitava a segnare, sulle parole del testo scelto, gli accenti, acuto e grave, per chiudere o aprire le vocali. Mettevamo in evidenza anche i dittonghi, la «s» e la «z» sorde o sonore.

Con il suo esempio abbiamo imparato a rendere espressiva la puntaggiatura.

Ci chiedeva la massima capacità di ascolto e di immedesimazione, riuscendo a farci dire le frasi che avevamo scelto e studiato – in seguito, invitandoci a improvvisare – scegliendo fra i 36 colori disponibili: amoroso, umile, bonario, accorto, squillante, convincente, afflitto, malizioso, imperioso, sensuale… Infinite sfumature ci mostrava con il suo attoriale esempio. Anche per dire una frase come «per cortesia, mi passeresti il sale».

Ci ha aiutati a: estendere la voce dalla nota più bassa a quella più acuta; passare dal volume più modesto al fortissimo; variare il tempo dal lentissimo al veloce; cambiare il ritmo giocando con le pause; evitare la monotonia «lasciando emergere certi impeti di calore umano o particolari trasporti interni». (Dico bène? di Iginio Bonazzi e Oskar Schindler, Edizioni Omega, Torino, pag. 39).

Il primo giorno del corso aveva il suo centro nella registrazione del testo che ogni discepolo aveva scelto; proprio questo stesso brano, registrato al termine del corso, sarebbe stato il testimone dei nostri progressi, raggiunti grazie all’aver avuto un così bravo e comunicativo Maestro.

Elegante, educatissimo, spiritoso, cordiale, non sopportava la negligenza e la pigrizia e lo manifestava con impeto.

Si presentava come «attore della Compagnia di Prosa di Torino della R.A.I.» e le sue lezioni hanno sempre avuto un legame intimo con il palcoscenico. E noi, coinvolti da così tanta generosità e bravura, siamo diventati aspiranti attori. Con la voce, la gestualità di un altro, stavamo imparando a esprimerci come lui, con naturalezza. Ma questa capacità d’immedesimazione faceva parte di un altro corso, incentrato proprio sulla figura dell’attore.

Durante le, purtroppo, sempre più frequenti assenze del nostro Maestro, e nell’ultima parte del corso, un bravo attore e doppiatore ci ha fatto conoscere un modo (nonostante la formazione fosse la medesima), diverso di leggere bène: cercare di prendere il suo posto, sarebbe stata un’impossibile impresa.

Grazie Iginio per ogni ora dedicata, con tanta passione, all’insegnamento, lottando contro la malattia che, inesorabile, ti ha portato sulle scene di un altro mondo.

Massimo Eugenio de Luca, 6 giugno 2019

Iginio Bonazzi
Iginio Bonazzi
Centro D – Iginio Bonazzi

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