Le mille e una storia del Mago Poesia

In un teatro che tutti chiamano Gioiello, una mattina entrò in un momento bello (alle 10 o poco più), uno strano buffo mago,

ma il suo nome non chiedeteglielo perché lui, ormai, non se
lo ricorda più.


Irruppe in mezzo a tanti bambini che lo guardavano
incuriositi e divertiti perché lui quanto barcollava! E a ogni passo incespicava finché, ubriaco di che? Massì ubriaco di sonno, si capisce no? in un baule si tuffò e lì si riposò.


E lassù sul palco una bimba, Camomilla, no che dico, se la chiamo così il mago non si sveglia più.
Ah sì ora ricordo, Camilla la bimba Camilla voleva che la sua amica Nina la ballerina a parlare riprendesse perché Nina, davvero, non parlava più!
Quanti tentativi aveva già fatto Camilla, le aveva provate proprio tutte invano e cos’altro tentare non sapeva più.


Mentre era tutta presa da quel mondo fantastico che faceva sognare tante tante città, boschi fiabeschi, bauli vasti come pozzi senza fondo e scenari colorati in gran quantità, Camilla sentì russare e ancora russare ma da dove? Lei e Nina sedevano sul baule, il gran ronfatore era forse chiuso là dentro? Una voce ancora assonnata ma allarmata perché l’uscita era bloccata, la voce di qualcuno dall’interno buio del baule sbraitava e quanti scossoni dava! Con un balzo Camilla e Nina saltaron giù, il baule si aprì e chi ne uscì? Ma un mago! Quel mago assonnato? Sì è lui è proprio lui!


Il Mago Poesia che purtuttavia, non più dai bambini interpellato, tutto aveva ormai dimenticato.
Ma Camilla parlando e Nina danzando sono così brave a stimolarlo e così l’immaginazione del maghetto, confortato dalle bimbe sul palco che stuzzicano con diletto gli altri bimbi in sala, si lascia andare e così è tutto un giocare a rievocare tutto un universo di libera e innocente fantasia, filastrocche e tabelline pazzerellotte.


E mai dimenticare potrei Biancanave e i nove giganti? Ma cosa dici mai mago? Non ricordi proprio proprio più niente! Ma i bambini guardano la tv, giocano con i videogame e le fiabe non le chiedono più e allora io dimentico tutto. Ma non aver paura, quando nulla ricordi più delle favole che Grimm, Andersen e tutti gli altri tanto tempo fa hanno scritto,

basta un c’era una volta…

Però io le fiabe non le so proprio scrivere, come faccio? Adesso piango. Ma non ti scoraggiare, prova e riprova ancora non disperare e anche se fai dei pasticci, lascia volare
l’immaginazione, senti come volano e si rimescolano le parole, basta che ti spicci e fai pure dei pasticci.

Liberati, fai correre liberi i ricordi e i sogni e reinventa! E il gioco più bello del mondo così girando e rigirando in tondo riprende e non appena lo fai e lo rifai quanto ti prende!


E la sapete quella del gatto dei cartoons finito nel mondo dei gatti veri ma lui però non riesce a miagolare come si deve e nessuno lo capisce e allora chi lo può aiutare? Gli altri gatti, quelli veri, tutto solo lo lasciano, che bruttura e viene notte, buia buia, che paura!
Miaurimiaufumettarimiau c’è nessuno sniffmiau?
Bauribaustrabaufumettaribau sono qui baurisobribau! Che strano richiamo arriva dal buio più buio della notte fredda sempre più fredda e solitaria. Chi c’è laggiù? Un cane, che strano cane però, uscito anche lui dai fumetti come già prima quello strano gatto che miagola in quel modo così triste e buffo ma guarda un po’.
Tutti e due sono piombati qui da soli nel mondo reale, che paura, che tristezza, che male! Ma si riconoscono e la lingua dei fumetti li unisce e allora, non più soli, dialogano felici!


Camilla, Nina, Mago, datemi una storia e un’altra ancora, mille e più di mille ancora, sì che bello una storia ancora!

E alla fine Nina, che danzando capir così bene si faceva, però era triste di non poter parlare e quasi piangeva

e nemmeno Camilla riusciva a farla ridere più, alla fine di queste mille e una storia di nuovo parlerà e lo spettacolo in altre città riprenderà e ancora sognare ci farà.

18 dicembre 2003: Mariangela Corona a Torino, con i suoi amici, al Teatro Gioiello.
Mariangela è Camilla, Simona è Nina, Gianfranco è il mago.
L’albero di Minerva ha presentato
Le mille e una storia del Mago Poesia.

Un grazie sorridente e forte a tutti loro, ai tecnici del
teatro, e a presto arrivederci!

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Massimo Eugenio de Luca

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